Io Odio Berlusconi

ma anche Veltroni, D'Alema, Bossi, Rutelli, Bertinotti, Fini, Casini etc.etc.

domenica, 26 aprile 2009

L'OSCURO CONCETTO DI CAUSA-EFFETTO
Venticinqueaprileduemilanove.
Giorgio Napolitano: "pietà per tutti i caduti!"
Silvio Berlusconi: "rispetto per chi ha combattuto dalla parte sbagliata!"
Pappice: "andate a cacare!"

Del resto anche questa piazza è molto (ahimè) cambiata...


                                  Piazzale Loreto 2009 - Milano

pigliatavella cu: pappice ca alle 10:34 nun teneva niente 'a fa'
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mercoledì, 15 aprile 2009

ITALICA INDIGNAZIONE
Una settimana di chiacchiere, non sul fatto reale ovvero sul terremoto, ma su come un giornalista del servizio pubblico l'abbia affrontato.
Il contraddittorio. Cioè? Cosa doveva fare Santoro, invitare madrenatura (leggasi Dio per qualche Cattolico di passaggio quassù) per spiegarne le cause? Doveva invitare magari qualche buon costruttore vincitore di gare d'appalto che ne so, di ospedali pubblici? Magari poteva invitare anche il tizio che a San Giuliano di Puglia costruì quella bella scuola elementare che ha inghiottito 26 bambini, ora infatti è a spasso, mica nell'Italica Galera.
Niente di tutto questo. A caldo Santoro si è voluto occupare (come fa più o meno da quando è nato) dell'accaduto, a modo suo, facendo il giornalista, o meglio facendo quello che un giornalista "normale" (parola per la quale in Itaglia c'è sempre meno spazio) dovrebbe fare. Poi se non piace la trasmissione, se uno non vuole vederla, beh è altro discorso, neppure regge l'idea del servizio pubblico, anzi a maggior ragione, il pubblico che vede e vuol continuare a vedere Santoro (non credo siano 15/20 spettatori a puntata) apprezzerà o meno quello che Santoro ed i suoi collaboratori diranno nella trasmissione. Anzi concettualmente trovo più ingrato il fatto che un tizio come Fede debba parlare occupando uno spazio pur sempre in concessione (le frequenze sono italiane e non ancora di Berlusconi) a scapito di Europa7 da una dozzina d'anni, parlando non solo del terremoto in Abruzzo asciugandosi le lacrime, ma di qualsiasi minchiata si occupi. Invece no, si entra nel merito, si decide in anticipo cosa  possa o debba piacere al telespettatore itagliano. Non al cittadino, badate bene, nessuno parla di cittadino che guarda la TV, ma di spettatore. Così lo spettatore deve pensare che madrenatura è ciecamente cattiva con l'Aquila, che i morti si rispettano per un periodo più o meno lungo che va dall'accadimento in sè fino alla gara d'appalto, che manca il contradditorio per un fatto naturale. Come se non fossimo in grado di distinguere 'o buono e 'o malamente. Dobbiamo sempre essere indirizzati verso il mediamente corretto, il mediamente esatto, il mediamente passabile. E' un Itaglia che la Democrazia Cristiana ce l'ha nel DNA! Neppure il fascismo osa tanto, con i Punti Neri infatti non si parla per default, ma non si decide fino a quanto bisogna dire, fin dove ci si può spingere giornalisticamente parlando.
L'Itaglia invece va così, si etichettano "le faziosità" che non piacciono e ci si indigna. Magari quando ci sono un po' di morti è pure più semplice indignarsi ed avere l'appoggio di un maggior pubblico ed il gioco è fatto: Santoro quindi è da riequilibrare, Vauro è sospeso.

Andiamo in ordine con le decisione di Mammarai (quanto sono felice di essere orfano di questa mamma già da qualche anno). Santoro da riequilibrare, come un'auto che ha sbandato, come una camicia di forza, come un bavaglio per chi ha detto troppo. Riequilibrare perchè non è stato corretto (chissà, magari domani sera ci sarà davvero Dio in trasmissione al posto di un Brunetta e/o uno Schifani qualsiasi a spiegare le sue ragioni).
 
Andiamo ora al cartellino rosso per Vauro: personalmente non mi è piaciuta (credo sia la prima volta nella mia vita) una vignetta di Vauro, non mi è piaciuta forse per la tempistica (giovedì si scavavano ancora i morti), però analizzarla a freddo mi porta a riflettere su un argomento di cui in TV soltanto il buon Vauro ha parlato: la riforma edile che il governaccio ha tentato prima di far passare con decreto ed  ora disegno di legge. Una riforma che prevede la possibilità che al prossimo piccolo peto di madrenatura cadano almeno tutti i 20% in più di cubature delle case volute per uscire dalla crisi economica in un mondo dove il risparmio è diventato sopravvivenza, figuriamoci per qualcosa di superfluo come la nuova veranda, la cucina più grande o la nuova mansarda da costruire con scrupolosa economicità. Torniamo alla vignetta però, lo spettatore itagliano secondo Mammarai si è indignato ed il cartellino rosso è d'obbligo. Squalifica! Via con la sentenza! Così come lo sputo di Totti, lo stesso effetto. Sono indignato anch'io cari e pazienti lettori di questo lunghissimo post, ma del fatto di essere ancora Itagliano e non potermi liberare da questa condanna geografica-culturale.


pigliatavella cu: pappice ca alle 18:44 nun teneva niente 'a fa'
e si vulite dicitencello in commenti (5) / Sezione: berlusconate

domenica, 12 aprile 2009

S'I FOSSE...
S'i fosse fuoco, m'accendarei na canna
s'i fosse sbirro non me arrestarei
s'i fosse spia mi denunciarei
s'i fosse acqua me preferirei la birra
s'i fosse Dio me bestemmiarei.

S'i fosse Silvio me odiarei na cifra
e s'i fosse er PD, me disciogliarei
chè meglio nulla che sti zozzoni infami.

S'i fosse pioggia, me mettarei in sciopero
s'i fosse sciopero, me megafonarei!
S'i fosse guerra me riappacificarei
s'i fosse Palestina, me liberarei.

S'i fosse amore me starei nel letto
s'i fosse influenza come amore farei
s'i fosse occhi me guardarei le bone
s'i fosse mano me le palperei.

S'i fosse Obama me ritingiarei
chè troppo bianco diventato fui
s'i fosse fascista me suicidarei
s'i fosse comunista un bel bambino mangiarei
s'i fosse nel mezzo me mastellerei.

S'i fosse danaro mi eliminarei
s'i fosse Africa me abbraccerei
s'i fosse ricchezza me redistribuirei
s'i fosse libertà me diffondarei.

S'i fosse pappice come io sono e fui
vorrei trovare il mondo vero e puro
e quello brutto lo lassarei altrui.

pigliatavella cu: pappice ca alle 16:18 nun teneva niente 'a fa'
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giovedì, 09 aprile 2009

RESTI-TU-IRE

Ditemi o stelle, se lo sapete, cosa sta succedendo all'universo:
è l'ira divina o una congiura della terra per castigare l'uomo?
Dio mi perdoni, non è l'una né l'altra, ma la natura stessa delle cose: 
nel ventre della terra c'è un tumulto 
che ne sprigiona e sconvolge il mare ed il vulcano. 
O Signore, qual è lo scampo se mare e terra congiurano contro l'uomo? 
Temevo i mari, poiché la morte vi attendeva

anche una minima distrazione del capitano:
eccola insinuarsi sotto di noi, sovrastarci, avvolgerci,

ora più prossima ora più lontana. 
Dunque la terra e il mare hanno per sorte entrambi di tradirci. 
Cos'è successo a Messina, doppiamente uccisa nel fiore della sua gioventù? 
Le sue incomparabili bellezze sono venute meno all'avvento delle due calamità. 
In un attimo è stata risucchiata dal suolo e ricoperta dalle acque, 
la sua beltà è perita d'un tratto e si è compiuto il suo fato. 
Magari le avessero concesso il tempo

almeno di congedarsi dagli amici e dai vicini,
lasciando ai compagni la gioia di incontrarsi, agli amanti di riunirsi. 
Terra e monti hanno prevaricato su di essa 
e con quale prepotenza l'ha fatto il mare! 
Il suolo scoppia di rancore contro di lei 
e si spacca da tanto ne ribolle. 
Le montagne rispondono lanciando pietre, lapilli e fumo, 
i mari a loro volta ingaggiano eserciti di onde tumultuose. 
La morte assume diversi colori: qui nero fitto, là rosso vermiglio. 
Ha reclutato acque e terra per distruggere tutti e si è fatta aiutare dalle fiamme. 
Ha convocato anche nubi possenti che la provvedono di una schiera di fulmini. 
Fuggire è impossibile, regna la disperazione e svanisce il coraggio dei valorosi.
La morte si è vendicata di quelle anime che l'avrebbero sprezzata, 
se l'avessero affrontata in battaglia. 


E dov'è Reggio, dove i suoi bei palazzi, le sue donne avvenenti? 
In modo simile alla sorella è stata colpita all'improvviso, 
con lei è stata colta dalle stesse catastrofi. 
Forse un bambino è stato inghiottito nel ventre della terra 
invocando l'aiuto della madre e del padre, 
una fanciulla divorata dalle fiamme, straziata dalle ustioni, 
un padre sconvolto è andato indomito verso il fuoco, 
le braccia tese, cercando figlie e figli, 
il passo lesto, l'animo turbato, 
divorato dal fuoco da cui non si è sottratto e non gli ha dato tregua. 
La terra si è ingozzata ed anche il mare è sazio 
da tante sono le vittime che hanno ingoiato. 
La balena ha lanciato un lamento ai falchi 
che allo stesso modo hanno risposto: 
l'una e gli altri si sono accaniti sui corpi 

ed ora, satolli, gemono per quel feroce pasto. 
Dio maledica i predatori delle vette e dell'abisso 
che han divorato nobili mani, create da Dio per operare meraviglie. 
Come han potuto non provarne pena, 
aver riguardo per simili dita? 
Che immane perdita! Eran mani di artisti imperituri,
bramose di far propria ogni bellezza, 
capaci di ammaliare coi colori, 
di scolpire, dipingere, edificare meraviglie,
di far parlare pietre e zittire così anche il canto degli uccelli, 
tese, nel fare, a una perfezione maggiore di quella che ha il poeta nel dire, 
in grado di produrre sculture lucenti come stelle 
la cui bellezza il tempo non può offuscare. 
Oh arte prodigiosa, 
oh potenza divina ancor più grande! 
Ahi, Messina, oggi ti affianchi a Pompei ch'era rimasta sola, 
vai a tenere compagnia al gioiello della corona romana,
assassinata mentre era ancora intenta al diletto. 
La sorte è sopraggiunta mentre la gente doviziosa era nei ritrovi al suono della musica: amanti appassionati, gaudenti spensierati, giocatori incalliti... 

 

Son tutti morti, così come lo sono or ora i tuoi 
ed il sorriso della vita si è offuscato. 

Ma tu, Messina, non scomparirai nel nulla dell'oblio come a lei è occorso, 
coloro che hanno edificato l'Italia son grandi costruttori, 
finché sussisterà almeno uno di loro, puoi star tranquilla. 
Sia pace a te nel giorno in cui sei venuta meno con la tua bellezza, 
sia pace a te quando ritornerai ad essere come un tempo il paradiso d'Italia. 
Un saluto da ogni essere umano della terra 
per ognuno di coloro che sono scomparsi, 
di coloro che il lupo ha divorato e i falchi hanno straziato, 
un saluto per ciascuno di quelli che hanno versato una lacrima 
e un'offerta per ricostruirti, 
non elemosina ma giusto tributo di ogni uomo verso il suo simile. 
Scrivete del cielo di Reggio, di Messina, della Calabria, in ogni lingua: 
qui è morta ogni impresa, ogni immagine è sbiadita, 
si è spento ogni pensiero, ha taciuto ogni canto.

Hâfiz Ibrâhîm - Terremoto di Messina

28 dicembre 1908 - circa 130mila vittime


Paganica - l'Aquila, 6 aprile 2009

pigliatavella cu: pappice ca alle 14:11 nun teneva niente 'a fa'
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venerdì, 03 aprile 2009

...MAESTRA DI VITA
La storia, si sa, insegna. Passano i secoli eppure è sempre da lì che arrivano le movimentazioni sociali contro i soprusi. I nuovi Re vengono sequestrati e sebbene la ghigliottina sia caduta in disuso, è pur sempre un buon inizio.



E se la storia è ciclica, non lo è da meno in Italia. Solo che qui lei (la storia) ha insegnato, ma come sempre l'Itagliano non ci ha capito un cazzo e si  è riportato negli USA, precisamente a Montgomery nel 1955. Lì accadde che una Signora di circa unmetroecinquanta iniziò a trasformarsi in un gigante per la tolleranza. Nella nostra Montgomery del 2009 che in Italia chiamiamo Foggia, vogliono evitare il disbiagere di uomo biango che deve rimanere in biedi ber far sedere uomo negro, così l'azienda comunale dei trasporti ha deciso di sdoppiare la linea 24, un pullman per gli Italiani, l'altro per gli ospiti del centro accoglienza che (badate bene) potranno salire all'unica fermata davanti al centro e scendere al capolinea della stazione di Foggia. Chissà se audobus vendiguaddro avere ginture di sigurezza in ferro... Chissà...

pigliatavella cu: pappice ca alle 10:08 nun teneva niente 'a fa'
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Più realtà l'uomo pone in Dio, meno ne conserva in sé.
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Dio è uno scandalo, uno scandalo che rende bene. (Charles Baudelaire)

Era un uomo così antipatico, che dopo la sua morte i parenti chiesero il bis.
(Totò)

La vita è un temporale, prendersela in culo è un lampo
(dal film A/R)

La disinformazione è il primo potere politico in Italia.
(Beppe Grillo)

Until the colour of a man's skin is of no more significance than the colour of his eyes, me say war
(Bob Marley)

La vita è una cosa meravigliosa. Senza di essa sarei morto
(A. D'Andrea)

Dio ha creato un'opera imperfetta e lo sa benissimo, tanto è vero che manda in giro gli atei, suoi agenti segreti, a spargere la voce che lui non esiste.
(Stendhal)

Non voterò perchè

Non voterò , perché votare il “meno peggio” è la cosa più antidemocratica del mondo.

Non voterò perchè Berlusconi ha già vinto 30 anni fa.

Non voterò , perché se almeno so che Berlusconi fa tutto per la sua ricchezza personale, con questo centrosinistra sarei preso in giro da chi dice che sta facendo i miei interessi ed invece farà i propri.

Non voterò perché l’Italia è l’unico paese al mondo dove chi perde le elezioni non va a casa, ma resta all’opposizione per poi ricandidarsi con le stesse persone e quindi sarei costretto a votare D’Alema, Rutelli, Veltroni, etc. etc…

Non voterò perchè odio la democrazia cristiana

Non voterò perché Rutelli chiese di non votare ai referendum per la fecondazione assistita.

Non voterò perché D’Alema continua a scrivere libri per Mondadori.

Non voterò perché la televisione italiana è terribile.

Non voterò chi non ha il coraggio di dire al Papa di starsi zitto quando costui non si fa i cazzi suoi.

Non voterò perché il maggioritario non l’ho votato e non mi piace proprio.

Non voterò perchè le regole delle primarie sono una presa per il culo.

Non voterò perchè il centrosinistra non ha mai detto di essere contrario alla guerra, ma forse (e solo in parte) alla guerra in Iraq.

Non voterò perchè nessuno si preoccupa realmente dell'ambiente.

Non voterò perchè il suffraggio universale è una minchiata.

Non voterò perchè la democrazia è contro la libertà delle minoranze.

Non voterò perchè ho molto di meglio da fare