DUE OCCHI CHE OSSERVANO IL MONDO...
| Se dovessi inventarmi il sogno del mio amore per te penserei a un saluto di baci focosi alla veduta di un orizzonte spaccato e a un cane che si lecca le ferite sotto il tavolo. Non vedo niente però nel nostro amore che sia l'assoluto di un abbraccio gioioso. Ciao ad Alda, lei che il mondo lo osservava così,
con delicatezza e dolcezza di donna, ma con forza d'animo e vita vissuta. ![]() |
E DOPO 21 ANNI...
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Non sapevo ancora cosa si provasse a vedere una bara bianca di neppure mezzo metro. Neppure conoscevo bene la persona nella bara accanto, l'avrò vista giusto un paio di volte. Era tua moglie sì, ma erano anni che ci si incontrava saltuariamente, magari alle feste dei parenti in comune; ci vedevamo al Palazzetto come allo Stadio, si parlava di quel più e di quel meno scambiandoci saluti alle rispettive famiglie, come normali vecchi amici che non si frequentano più...
Tutto qui, ma resti lo stesso da quando ti conosco, da circa 30 anni, ed oggi con la tua compostezza mi son sentito massacrato, sì io. Massacrato come invece dovevi esser tu. E se sapessi con certezza che Dio esiste, oggi gli farei proprio un culo così. |
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Racconto dettagliato di un viaggio a Torino per seguire il Napoli contro la Juventus.
(Da Juve-Napoli 1-3 "la presa di Torino" Maurizio De Giovanni) "[...] E c'erano loro, naturalmente: loro, che avevano la Grande Fabbrica alle spalle, loro che anche la sorte aveva paura a fargli uno sgarbo. Loro, con la erre moscia e gli armadi pieni di coppe e medaglie, loro che non avevano nemmeno bisogno di colori, che tanto alla fine vincevano lo stesso e lo vedevano tutti. In bianco e nero.
Qualcuno durante il lungo viaggio disse che, maledetti, avrebbero potuto magari scegliere il golf, il polo o qualche altra fesseria da ricchi e lasciare il pallone a noi poveri che quello solo tenevamo e ci potevamo giocare per strada. Mica ci puoi giocare a golf per strada; e nemmeno a polo, anche se nelle ultime file della curva B si argomentava che certe zoccole al rione Don Guanella erano grosse come pony, ma si gioca a polo coi pony? Insomma, loro erano la Juventus. Juventus, gioventù: ma che gioventù se stanno in mezzo da sempre e non c'è mai modo di liberarsene? Decrepitus dovevano chiamarla.[...]" ![]() |
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S'i fosse fuoco, m'accendarei na canna
s'i fosse sbirro non me arrestarei s'i fosse spia mi denunciarei s'i fosse acqua me preferirei la birra
s'i fosse Dio me bestemmiarei. S'i fosse Silvio me odiarei na cifra e s'i fosse er PD, me disciogliarei chè meglio nulla che sti zozzoni infami. S'i fosse pioggia, me mettarei in sciopero s'i fosse sciopero, me megafonarei! S'i fosse guerra me riappacificarei s'i fosse Palestina, me liberarei. S'i fosse amore me starei nel letto s'i fosse influenza come amore farei s'i fosse occhi me guardarei le bone s'i fosse mano me le palperei. S'i fosse Obama me ritingiarei chè troppo bianco diventato fui s'i fosse fascista me suicidarei s'i fosse comunista un bel bambino mangiarei s'i fosse nel mezzo me mastellerei. S'i fosse danaro mi eliminarei s'i fosse Africa me abbraccerei s'i fosse ricchezza me redistribuirei s'i fosse libertà me diffondarei. S'i fosse pappice come io sono e fui vorrei trovare il mondo vero e puro e quello brutto lo lassarei altrui. |
RESTI-TU-IRE
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Ditemi o stelle, se lo sapete, cosa sta succedendo all'universo: anche una minima distrazione del capitano: ora più prossima ora più lontana. almeno di congedarsi dagli amici e dai vicini,
E dov'è Reggio, dove i suoi bei palazzi, le sue donne avvenenti? ed ora, satolli, gemono per quel feroce pasto. Son tutti morti, così come lo sono or ora i tuoi Ma tu, Messina, non scomparirai nel nulla dell'oblio come a lei è occorso,
coloro che hanno edificato l'Italia son grandi costruttori, finché sussisterà almeno uno di loro, puoi star tranquilla. Sia pace a te nel giorno in cui sei venuta meno con la tua bellezza, sia pace a te quando ritornerai ad essere come un tempo il paradiso d'Italia. Un saluto da ogni essere umano della terra per ognuno di coloro che sono scomparsi, di coloro che il lupo ha divorato e i falchi hanno straziato, un saluto per ciascuno di quelli che hanno versato una lacrima e un'offerta per ricostruirti, non elemosina ma giusto tributo di ogni uomo verso il suo simile. Scrivete del cielo di Reggio, di Messina, della Calabria, in ogni lingua: qui è morta ogni impresa, ogni immagine è sbiadita, si è spento ogni pensiero, ha taciuto ogni canto. Hâfiz Ibrâhîm - Terremoto di Messina 28 dicembre 1908 - circa 130mila vittime
Paganica - l'Aquila, 6 aprile 2009 |
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E' passato quasi un anno da quando ho fatto conoscenza con questa parola. L'ho conosciuta così all'improvviso da non abituarmene subito. L'ho conosciuta quando magari pensavo che avrei conosciuto tutt'altro, quando pensavo che avrei conosciuto una brutta piega della parola "fine" ed invece (per fortuna) non è stato così. Come se ci fosse una specie di morte a pezzi; immaginiamo un maestoso albero a cui viene tolto un ramo enorme. Ecco, si spezza, si trancia di netto, si cambia la forma di esso, però l'albero rimane lì, più vigoroso che mai. Così si perdono i pezzi, ma ne si impara a fare a meno con quel grande nemico-amico che è il tempo. Quasi un anno di quel tempo, di quel tempo che mi porta dietro a quelle notti, a quella notte in cui ti ritrovai nelle mani sottoforma di carezza. E poi il dialogo, le litigate, le ovvie incomprensioni di chi non si abituerà mai, le voglie di riscatto, le messe in disparte, le reazioni e le relazioni con gli altri.
Tutto incredibilmente e meravigliosamente vita. Il dialogo, il tuo dialogo lo immagino e provo (in punta di "dita") a descriverlo: Me mancano ‘e parole Quanno faccio sì cu’ ll’uocchie. E’ nu discorso buio de chi nun tene candele pe’ se fa vedè. Me mancano ‘e parole Ma tengo ‘a voce ca me strilla. E chiù me mancano ‘e parole cchiù forte allucco pe’ parlà. Me mancano ‘e parole Aggio parlato sempe tanto Mò je chiù nun me cunosco e tengo smania ‘e me ritruvà. Me mancano ‘e parole Però tengo tutt’o riesto ‘E a vvote po’ ce penzo ca pure zittu zittu riesco ancora a ve guardà. |
![]() ...e lu pappice
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Ad esempio a me piace la strada
col verde bruciato, magari sul tardi macchie più scure senza rugiada coi fichi d’India e le spine dei cardi Ad esempio a me piace vedere la donna nel nero del lutto di sempre sulla sua soglia tutte le sere che aspetta il marito che torna dai campi Ma come fare non so Si devo dirlo ma a chi se mai qualcuno capirà sarà senz’altro un altro come me Ad esempio a me piace rubare le pere mature sui rami se ho fame
ma quando bevo sono pronto a pagare l’acqua, che in quella terra e’ più del pane Camminare con quel contadino che forse fa la stessa mia strada parlare dell’uva, parlare del vino che ancora e’ un lusso per lui che lo fa Ma come fare non so Sì devo dirlo ma a chi se mai qualcuno capirà sarà senz’altro un altro come me Ad esempio a me piace per gioco tirar dei calci ad una zolla di terra passarla a dei bimbi che intorno al fuoco cantano giocano e fanno la guerra Poi mi piace scoprire lontano il mare se il cielo e’ all’imbrunire seguire la luce di alcune lampare e raggiunta la spiaggia mi piace dormire Ma come fare non so Si devo dirlo ma a chi se mai qualcuno capirà sarà senz’altro un altro come me Ad esempio a me piace il Sud - Rino Gaetano |
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NO ME GUSTA LA GUERRA NO ME GUSTAN LAS ARMAS ESCUCHA COMPAI LUCHA POR LA PAZ!
Non è necessario conquistare il mondo, basta farlo nuovo. (Subcomandante Marcos)
Più realtà l'uomo pone in Dio, meno ne conserva in sé.
(Karl Marx)
Dio è uno scandalo, uno scandalo che rende bene. (Charles Baudelaire)
Era un uomo così antipatico, che dopo la sua morte i parenti chiesero il bis.
(Totò)
La vita è un temporale, prendersela in culo è un lampo
(dal film A/R)
La disinformazione è il primo potere politico in Italia.
(Beppe Grillo)
Until the colour of a man's skin
is of no more significance than the colour of his eyes,
me say war
(Bob Marley)
La vita è una cosa meravigliosa. Senza di essa sarei morto
(A. D'Andrea)
Dio ha creato un'opera imperfetta e lo sa benissimo, tanto è vero che manda in giro gli atei, suoi agenti segreti, a spargere la voce che lui non esiste.
(Stendhal)
Non voterò , perché votare il “meno peggio” è la cosa più antidemocratica del mondo.
Non voterò perchè Berlusconi ha già vinto 30 anni fa.
Non voterò , perché se almeno so che Berlusconi fa tutto per la sua ricchezza personale, con questo centrosinistra sarei preso in giro da chi dice che sta facendo i miei interessi ed invece farà i propri.
Non voterò perché l’Italia è l’unico paese al mondo dove chi perde le elezioni non va a casa, ma resta all’opposizione per poi ricandidarsi con le stesse persone e quindi sarei costretto a votare D’Alema, Rutelli, Veltroni, etc. etc…
Non voterò perchè odio la democrazia cristiana
Non voterò perché Rutelli chiese di non votare ai referendum per la fecondazione assistita.
Non voterò perché D’Alema continua a scrivere libri per Mondadori.
Non voterò perché la televisione italiana è terribile.
Non voterò chi non ha il coraggio di dire al Papa di starsi zitto quando costui non si fa i cazzi suoi.
Non voterò perché il maggioritario non l’ho votato e non mi piace proprio.
Non voterò perchè le regole delle primarie sono una presa per il culo.
Non voterò perchè il centrosinistra non ha mai detto di essere contrario alla guerra, ma forse (e solo in parte) alla guerra in Iraq.
Non voterò perchè nessuno si preoccupa realmente dell'ambiente.
Non voterò perchè il suffraggio universale è una minchiata.
Non voterò perchè la democrazia è contro la libertà delle minoranze.
Non voterò perchè ho molto di meglio da fare